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Istantanea Italia: La sfida giornalistica ovvero le famose dieci domande

Posted in Berlusconi, Giornalismo, Italia, Politica by ed2murrow on 2009/05/15

Mi sembra doveroso riportare qui la vicenda, che da intreccio familiare dilaga ad essere un “affaire” di Stato. In nome della Repubblica Italiana, del Governo Italiano e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Presidente Silvio Berlusconi comunica in data 14 Maggio 2009:

“Invidia e odio nei confronti di un Presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini: sono palesi i motivi della campagna denigratoria che La Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il Presidente Berlusconi.

Attacchi di così basso livello, in vista delle prossime elezioni europee e amministrative, confermano non solo l’assoluta mancanza di argomenti politici concreti di quel giornale e della sua parte politica, ma anche una strategia mediatica diffamatoria tesa a strumentalizzare vicende esclusivamente private a fini di lotta politica.”

Per ogni evenienza il sottoscritto si è permesso di copiare una rappresentazione integrale della pagina su citata su disco duro.

Bersaglio di tanto ufficiale quanto velenoso attacco sono dieci domande da parte del quotidiano “La Repubblica”, che il giornale avrebbe, a suo dire, voluto porre al Presidente del Consiglio.  “Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, lunedì,” avrebbe “chiesto due giorni per dare una risposta,” che poi non sarebbe arrivata. Da qui la pubblicazione il 14 Maggio    non solo delle domande, ma anche del resoconto a fil di citazioni del giornalista Giuseppe d’Avanzo, che sfocia nei “invidiosi ed odiosi” quesiti.  Sul comunicato della Repubblica Italiana, del Governo Italiano, della Presidenza del Consiglio, del Presidente Silvio Berlusconi dure le reazioni di opposizione   e Federazione Nazionale della Stampa (in mancanza di una pubblicazione online della nota riprendo le citazioni da “La Repubblica”). Durissima la replica di Ezio Mauro e giusta, perché è immemorabile un intervento di un organo ufficiale rappresentante lo Stato nei confronti di un organo privato di pubblicazione, il quale per altro non fa che il suo mestiere, sancito da sacrosanto diritto. Diritto richiamato già da Marco Travaglio, quando in annozero del 7 Maggio  offrì al pubblico le fonti (Giornale, Foglio e compagnia bella) del “complotto” contro il Cavaliere,  certamente non ordito dalla sinistra, così il giudizio del ns. Zorro nazionale, perché “troppo sfigata”.

Ci resta un mistero, perché il signor Gianni Letta, qualificato da giurista nel comprendere la differenza tra opinione “privata” e “ragion di stato”, e qualificato da giornalistica carriera non solo, ma anche in quanto fù vicepresidente alla Fininvest Comunicazioni nel campo “sarebbe opportuno dire cose sensate”,  nel suo ruolo di “Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio” non abbia elegantemente e coerente alle esternazioni del suo da lui rappresentato, dichiarato, che le domande de “La Repubblica” non siano pertinenti a Palazzo Chigi, bensì all’inquilino della Villa di Arcore. Almeno tentare di salvare la faccia, si vorrebbe dire, come in un passato non tanto remoto sembrava essere il passaparola ricorrente. Può darsi, che per questo omissis di ruolo il signor Letta, anche per raggiunta vetusta età di pensionamento, possa servire da scaricabarile. Il che, anche sé dovesse intervenire, non cambierebbe assolutamente niente nell’evidente disconoscimento da parte della Repubblica Italiana, del Governo Italiano ecc. ecc. del limite tra “privato” e “pubblico”.

Sé già nelle cose da lui espressamente chiamate “private”, perché di natura famigliare, il Presidente del Consiglio ricorre alla clave di un comunicato di stampa della Repubblica Italiana, del Governo Italiano ecc. ecc., figuriamoci le reazioni future nelle cose pubbliche. Il che, a questo punto, ci induce alla virtuale undicesima domanda, che ci si dovrebbe voler porre: “Le risposte di cui alle dieci domande sopra indicate escludono in maniera esplicita l’eventuale  ricattabilità della persona ricoprente la seconda in ordine  delle cariche della Repubblica Italiana?”

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