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La dignità, come potrebbe essere: Riflessioni in occasione di una ricorrenza costituzionale

Posted in Cultura, Politica by ed2murrow on 2009/05/24

Sono poche le costituzioni di questo mondo che contengono per verbo espresso il concetto della dignità, tanto meno piazzandolo in prima linea come baluardo contro ogni intervento del potere di stato, e questo oramai da 60 anni (1): “La dignità dell’ essere umano è intangibile.” Persino la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 gli antepone la libertà (“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.”). È stato certamente un atto rivoluzionario quello di presentare alla comunità dei popoli quale valore fondamentale una parola talmente carica di (pre-)giudizi etici e morali. Addirittura temerario proporla come diritto di difesa  in una Germania appena uscita dalla follia e di appaiarla con un imperativo nei confronti dello Stato: “È dovere di ogni potere statale rispettarla e proteggerla.”(2) Eppure questo concetto così poco concreto, forse non concretizzabile è stato il perno del nostro sviluppo.

 Quello che il costituzionalista descrive aridamente come “diritto personale generale” è in verità un compendio di fatti reali e concreti. “Morire dignitosamente” è nostro desiderio, da quando il progresso medicinale ha permesso il prolungamento della vita oltre ogni ragionevole aspettativa(3). “Vivere dignitosamente” è la richiesta per un bilanciamento sociale, che potrebbe sembrare esaudibile grazie a delle possibilità d’intervento statali mai conosciute prima. Un “inizio di vita dignitoso” è la casistica di fattori genetici ma anche sociali che incidono o possono incidere sulla generazione di un essere umano. La vita di ogni giorno, dall’ inizio alla fine, è pervasa dalle necessità apparentemente contraddittorie, di darsi una cornice per dispiegarsi liberamente. Con il tempo alcune delle certezze degli autori del Grundgesetz relative alla “dignità” si sono dissipate. Che la donna, nella sua essenza di essere, debba sottostare alla potestà maritale e che invece non solo ha da decidere per sé stessa, ma anche per il suo frutto. Oppure l’imprevedibile astrazione de “la persona digitale”, le cui quotidiane attività, grazie alle qualità esponenziali dell’elaborazione di dati, sono ricollegabili a meri profili tecnici, trasparenti e quindi alla mercé di stato e marketing(4). Ed il caso  dell’aereo, che viaggiando a 900 km/h è dirottato verso un punto strategico con a bordo non solo carburante, ma anche 200 passeggeri innocenti, ponendoci la domanda: Quantificazione o principio di pari dignità(5)? Ciononostante la cornice è sempre lì, da ricomporre ogni giorno, anche e specialmente nel rapporto reciproco delle persone.

 Infatti non è sola questione di “political correctness” (non) apostrofare qualcuno, ma immediata conseguenza di quel “imperativo categorico”, che possiede come (la mancante specificità de) la dignità, inconfutata universalità: “Agisci solo secondo quella massima per la quale allo stesso tempo puoi volere che essa diventi una legge universale.” Già in questa frase di Kant del tardo ‘700 si accomunano il rispetto per l’essere umano in quanto lui stesso ed un ordine attivo. Espressione di una profonda conoscenza dello spirito umano con tutte le sue implicazioni essa potrebbe essere il Leitmotiv contro la smisurata avidità nel libero gioco dei mercati finanziari, ma anche contro il classico repertorio dell’ istupidimento mediatico degli spettacoli iscritti all’ umiliazione: Chi non ha stima di sé, non si meravigli del disprezzo. Ed è l’ordine attivo che rende difficile la nostra vita, ancor più l’esistenza nella democrazia di stampo odierno, ma che la rende anche auspicabile. Esso significa essere in grado di riconoscersi e di riconoscere il ruolo di ogni individuo nei confronti, o meglio: nell’ambito della società degli esseri.

 L’appartenenza alla società è una sfida giornaliera. Non solo quando bruciano le case(6) ci si dovrà ricordare, che non è la dignità “del tedesco” ad essere protetta, ma quella “dell’ essere umano”. Anzi, è da iscrivere nel diario di ogni esponente del potere di stato, che già il fatto di mettere ogni persona sotto il “sospetto generalizzato”(7) di essere un potenziale delinquente, incide sulla dignità, indipendentemente che ciò avvenga tramite la sistematica raccolta di dati in rete virtuale o con invasione nella sfera intima e/o privata della propria abitazione(8). Perché la differenza tra uno stato di concezione liberale ed uno autoritario sta proprio qui: Nel primo è il soggetto stesso a definire il perimetro del ragionevole, nel secondo tale definizione gli è levata di mano.

 Ed è questa la ragion per cui la “dignità” non è solo cornice, ma anche fardello, l’ipoteca di ciascun individuo. Circoscrivere dove la propria inizia a toccare quella del prossimo presuppone capacità di giudizio ed il coraggio di rispondere per i propri principi. E per la dignità degli altri, che sono troppo malati o troppo deboli per potersi difendere o che molto semplicemente non dispongono delle (dubbie) facoltà oratorie e letterarie comunemente esposte in defilè da cosiddette elite.

  
(1)Parliamo della Costituzione Tedesca (Grundgesetz, testualmente “Legge Fondamentale”), che il 23. maggio 2009, ha compiuto 60 anni di vita reale
(2)Le citazioni sono quelle di cui all’art. 1 comma primo della Legge Fondamentale, vedi p.e. http://pdsm.altervista.org/legge_fondamentale_grundgesetz_germania.html
(3)Sin dal 2002 la Corte di Cassazione Federale ha permesso l’interruzione di interventi medici nei confronti  del moribondo incosciente, sé questi aveva, p.e. tramite una cd. “dichiarazione anticipata di trattamento”, inequivocabilmente espresso tale volontà. Alcuni progetti di legge in merito saranno oggetto di dibattito parlamentare a fine maggio c.a.
(4)Nel corso degli ultimi anni il Governo Federale ha emesso una serie di leggi che abbinano la capacità di raccolta informatica con precisi disegni preventivi, come p.e. l’obbligo dei provider di tenere in provvista i dati di collegamento di privati oppure il permesso della BaFin (Istituto Federale di Supervisione per Prestazioni Finanziarie) di verificare qualsiasi movimento bancario degli ultimi tre anni sull’intero territorio. Alcune di queste leggi sono ancora in fase di verifica davanti alla Corte Costituzionale Federale. Il settore privato invece è p.e. quello del cd. “Pay-back”, vedi http://www.payback.net/Home.8.0.html?&L=1 , che con gli sconti all’acquisto tramite una carta elettronica permette “almeno in teoria” di produrre un profilo consumistico di ciascun cliente.
(5)Con legge federale del gennaio 2005 era stata sanzionata la possibilità dell’abbattimento di un velivolo, proiettato a mettere in pericolo vite umane, anche nel caso che a bordo si trovino passeggeri non implicati e quindi a loro volta vittime. Con una decisione di rapidità appropriata alla gravità del caso, la Corte Costituzionale Federale giudicò nel febbraio 2006 questa norma non costituzionale e quindi nulla, così motivando la sua decisione: “I passeggeri … coinvolti .. si trovano in una situazione senza scampo. … Con ciò essi sono oggetti non solo degli autori. Anche lo Stato, il quale ricorre (ndt: all’abbattimento), li tratta come meri oggetti …Un tale trattamento non tiene conto della persona coinvolta in quanto soggetto portatore di dignità e diritti inalienabili… Nell’ambito dell’ articolo 1 comma primo della Legge Fondamentale (garanzia della dignità umana) è impensabile nella maniera più assoluta uccidere volontariamente persone innocenti … in base ad una legge autorizzante.” Con questa decisione la Corte aveva anche smorzata ogni discussione, “quantificante” tra il numero di possibili vittime “a terra” o “per aria”.
(6)Mi riferisco ai drammi di Mölln e di Solingen, dove, rispettivamente il 23 novembre 1992 ed il 29 maggio 1993 estremisti di destra attaccarono case abitate da persone di origine turca, e nelle quali trovarono la morte tra le fiamme 5 bambine e tre donne. Furono ferite gravemente almeno 25 persone, una delle quali fino ad oggi ha dovuto sottoporsi a 30 interventi chirurgici. L’allora Presidente della Repubblica Federale, Richard von Weizsäcker, in una reazione sentenziò, che la dignità iscritta nel Grundgesetz non appartiene specificamente al cittadino tedesco, ma a tutti gli esseri umani.
(7)Le leggi di cui alla cifra (4) attivano implicitamente la suspicione su ognuno che si collega via internet o mail, dato che indipendentemente da uno status di indagato i suoi dati sono raccolti e conservati per almeno tre mesi.
(8)Sempre riferendomi alla cifra (4), una delle leggi prevede la possibilità di installare sul computer di un possibile (!) sospetto un cd. “trojan horse” da parte della Polizia Federale, introducendosi nell’abitazione, e permettendo di leggere anche corrispondenze o file di natura strettamente personale.

(deutsche Fassung hier)

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